C’è un luogo nel Capo di Leuca dove il tempo non è una linea, ma è ancora un respiro. È Palazzo Comi, a Lucugnano, la casa in cui ha abitato il poeta e intellettuale Girolamo Comi. Oggi la sua casa è sede di una biblioteca e di un museo che conserva opere letterarie di raro prestigio che lui stesso ha collezionato per la sua “Accademia Salentina”.

Varcando la soglia, si viene accolti da una targa che è un abbraccio di pietra: “Nella tua casa anche le ombre sono amiche”. È il ringraziamento di Alfonso Gatto, l’amico poeta che qui, tra queste mura, venne accolto da Comi durante il suo periodo di residenza artistica in Salento.

Le stanze all’interno sono rimaste intatte, sospese in quell’istante eterno in cui Girolamo Comi le ha lasciate: le camere da letto ancora pronte per accogliere i suoi ospiti, una ricchissima biblioteca nazionale e internazionale che Comi ha creato. Una mostra che racconta l’intensa esperienza di quegli anni dal dopoguerra fino al 1968, attraverso lettere, manoscritti, documenti, con le opere degli artisti che collaborarono alla rivista “L’Albero” da lui fondata nel 1949, esprimendo quanto di più aggiornato vi fosse sul fronte artistico di quel momento.

Ci sono i vinili della sua “Discoteca Comiana” che suonavano le note di Beethoven durante le riunioni con illustri letterati, le stampe ottocentesche dei disegni di Leonardo e Botticelli che osservano il visitatore in esplorazione nelle stanze, e tesori rari come una delle cinque edizioni delle prime stampe de Le Fleur du Mal di Baudelaire o una settecentina di Rousseau.

Comi è stato il tessitore di una “generosa utopia”: trasformare un lembo di terra allora povero, come il Salento, nel centro pulsante della cultura europea. Ma la sua grandezza non era solo nei versi; era nelle mani tese verso i più poveri, nelle borse di studio che istituiva ogni anno per chi non poteva studiare, aprendo la sua casa per periodi di residenza perché la cultura fosse un diritto, non un privilegio.

Nelle sale, si scoprono gli incredibili arazzi disegnati segretamente da Comi. Opere uniche al mondo, tessute sugli antichi telai de “Le Costantine” di Casamassella, dove i motivi naturali sembrano danzare tra le trame.

Se oggi possiamo ancora sentire il calore di questo luogo, lo dobbiamo a Tina Lambrini. Moglie e custode fedelissima, si oppose allo spostamento delle opere altrove, con una frase che ancora oggi risuona come un monito: “Togliere i libri da Palazzo Comi è come togliere il cuore da una persona”. Oggi, l’Associazione Tina Lambrini e la Biblioteca Casa Comi continuano a far battere quel cuore, mantenendo viva la missione del barone poeta.

Perché come scriveva Alfonso Gatto dopo la sua visita:
«Nel silenzio e nella calma della tua casa / anche le parole non fanno rumore, vengono / da lontano, / fermano l’anima, a deciderla, / a specchiarsi».